STARBUCKS APRE A MILANO. SARA’ UN SUCCESSO?

05 settembre 2018

Starbucks Reserve Roastery. Finalmente ci siamo, domani verrà inaugurato a Milano e sarà il terzo a livello mondiale. Un nuovo format in un open space di 2400 mq dove sarà allestita una torrefazione interna. Successo all’orizzonte o flop all’australiana? Che ne sarà di Starbucks in Italia?

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I clienti saranno invitati a fare un viaggio nel mondo del caffè, dalle fave fino al risultato finale. Ma non solo. Lo store di Milano sarà anche il più grande a livello europeo. Due grossi primati con l’apertura di un solo store. Il colosso americano comunque non sembra volersi fermare qui. Si parla infatti di altri possibili punti vendita in giro per la città, molto più piccoli rispetto allo store che stanno per inaugurare: secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Starbucks aprirà in corso Garibaldi, all’angolo con piazza XXV Aprile e un terzo locale dovrebbe essere avviato all’aeroporto di Milano Malpensa.

Ad ogni modo, manca davvero pochissimo all’apertura della prima caffetteria Starbucks in Italia e domani 6 Settembre 2018 sbarcherà in uno dei mercati più difficili quando si parla di cultura del caffè. Cosa ne penserà il popolo dell’espresso, del macchiato e del ristretto di frappuccino e caffé americano?

È una domanda che Starbucks (che conta caffetterie in 76 paesi diversi) si è posta forte anche dopo il flop in terra australiana. In Australia il colosso americano è arrivato nel 2000 aprendo 84 locali in pochi mesi. Il mercato, però, non era pronto e 8 anni dopo, aveva già accumulato 105 milioni dollari (sbadabem!). Nel 2008 hanno chiuso 61 locali provocando il licenziamento di 700 persone. L’azienda ha motivato la scelta sostenendo di essersi trovata di fronte a “una cultura del caffè molto sofisticata”. E parliamo dell’A-u-s-t-r-a-l-i-a, terra non proprio riconosciuta a livello mondiale per il palato così sopraffino in fatto di caffè (o ci siamo persi qualcosa?). Goliardia a parte, Starbucks quando ha scelto di penetrare nella terra dei canguri, però, non ha tenuto in considerazione a sufficienza il contesto e il gusto locali e ha adottato la solita strategia invasiva: entrare a gamba tesa in un nuovo mercato. Fatto sta che oggi i locali Starbucks Australia sono in lieve crescita (sono 34) ma il brand ha deciso di rivolgersi più al mercato dei turisti che a quello degli autoctoni cambiando strategia e tornando a crescere.

Per evitare uno scivolone che potrebbe assomigliare a quello avvenuto in Australia la strategia scelta per il mercato italiano è cambiata. Starbucks a Milano, infatti, sarà una roastery, ovvero un’elegante caffetteria (che fa molto Milano, diciamolo) dove il cliente potrà apprezzare, oltre ai grandi classici del marchio, anche le diverse macinature del caffé e le sue varie fasi della lavorazione.

«Un posto dove ogni italiano si sentirà a casa», ideato tenendo al centro il caffè e in particolare l’espresso – afferma Howard Schultz, fondatore di Starbucks, durante l’intervista rilasciata a Business Insider – ma corredato di tutti gli elementi giusti per diventare parte integrante della vita milanese, fin da subito: aperitivi, cocktail e l’iconica panetteria Princi faranno da corredo allo Starbucks di Milano. Inoltre, se non è un segreto come uno dei nuclei di Starbucks sia lo stretto rapporto con la propria clientela, supportando attivamente la comunità così come i propri dipendenti – pagando ad esempio le tasse universitarie di chi lavora nel locale –, Schultz ha aggiunto che il brand Starbucks è profondamente in linea con il brand Milano, in un legame di reciproca connessione.

Milano chiama Starbucks che richiama Milano. Staremo a vedere, ai posteri l’ardua sentenza…appuntamento a domani, P.zza Cordusio, fila kilometrica permettendo.

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